martedì 30 settembre 2014

Archontophoenix riconoscimento delle specie



Archontophoenix
riconoscimento delle specie

L’Archontophoenix  è un genere di palma che comprende sei diverse specie all’apparenza molto simili fra loro:
·       A.Alexandrae
·       A.Cunnunghamiana
·       A.Tuckeri
·       A.Myolensis
·       A.Maximus
·       A.Purpurea

I principali segni distintivi fra le varie specie sono messi in evidenza dalle seguenti caratteristiche:

  • -        Lamina fogliare con presenza o assenza di tonalità grigio-argentea e presenza o assenza di ramenta sulla superficie inferiore della foglia

  • -        Condizione delle fibre del mesocarpo

  • -        Colorazione e morfologia della corona fogliare

  • -        Numero di spate fiorali

  • -        Forma, dimensione e colore dei frutti 
Archontophoenix



La ramenta sono delle piccole e soffici fibre marroni presenti sul lato inferiore della foglia ed in alcuni casi (come ad esempio nella A.Cunninghamiana) sul picciolo.
Nella pagina inferiore della foglia si notano le fibre di ramenta lungo la vena centrale della foglia.


Di sotto alcuni esempi di ramenta su A.Purpurea e su A.Cunninghamiana
Archontophoenix Cunninghamiana 

Archontophoenix Purpurea
COLORE DELLE FOGLIE
Un buon metodo per riconoscenere e distinguere le diverse specie  appartenenti al genere delle Archontophoenix è quello del colore della pagina fogliare inferiore.
La più semplice da riconoscere è la A. Cunninghamana perchè a differenza delle altre ha la pagina fogliare inferiore completamente di colore verde, mentre le altre specie presentano richiami di colore argentato. Pertanto, quindi, se ci dovessimo trovare di fronte ad una Archontophoenix con foglia di colore argentato nel lato inferiore, sicuramente non si tratterà di Cunninghamiana.Tutte le altre (chi più chi meno, hanno invece questa caratteristica).
Detto questo, diviene relativamente semplice anche il riconoscimento della A.Purpurea, perchè, a prescindere dal colore della corona fogliare, si distingue dalle altre in quanto  insieme alla Cunninghamiana è l'unica  ad avere presenza di ramenta sul lato inferiore delle foglie ed a differenza di questa ha la pagina fogliare inferiore completamente grigia.




Specie
Superficie inferiore foglia

Forma e colore dei frutti

Fibre del mesocarpo
A.Alexandrae

Tonalita’ grigio-argentea e assenza di ramenta
ovoidale-globoso,
8-14 mm
Colore rosso acceso
Fibre del mesocarpo larghe circa 1mm., piatte, poco
ramificate e molto strette quando essiccato.

A.Cunnunghamiana

Tonalita’ grigio-argentea assente. Presenza di ramenta.
ovoidale-globoso,
10-15 mm
Colore rosso acceso

Fibre del mesocarpo larghe circa 1mm., piatte,
ramificate e lente quando essiccato

A.Tuckeri

Tonalita’ grigio-argentea e assenza di ramenta
Ovoidale,
15-25 mm
Colore rosso tendente al marrone
Fibre a due strati, lo strato esterno di
fibre sottili a volte ramificato e lo
strato interno di spessore piatto largo circa 3 mm.,
ramificato; fibre compatte allo
stato essiccato
A.Myolensis

Tonalita’ grigio-argentea e assenza di ramenta
Conico-ovoidale allungati,
13-21 mm
Fibre del mesocarpo fine e piatte, larghe circa 0,5mm., ramificate ed intrecciate al centro
A.Maximus

Tonalita’ grigio-argentea e assenza di ramenta
Conico-ovoidale,
11-15 mm
Colore rosso
Fibre del mesocarpo larghe circa 1mm., piatte e leggermente
ramificate
A.Purpurea

Tonalita’ grigio-argentea. Presenza di ramenta.
ellissoidali-globosi,
20-26 mm
Colore rosso-violaceo
Fibre piatte e larghe 2 mm., ramificate e  
sovrapposte, intervallate da fibre sottili

 
Archontophoenix cunninghamiana

Archontophoenix tuckeri 

 
Archontophoenix myolensis

Archontophoenix purpurea

Archontophoenix alexandrae

Archontophoenix maxima

mercoledì 18 dicembre 2013


Un anno di crescita..

Ravenea Rivularis (Nov 12)

Ravenea Rivularis (Nov 13)


 Archontophoenix Myolensis(Nov 12)

 Archontophoenix Myolensis(Nov 13)

Chamaerops Humilis var. cerifera (Nov 12)

Chamaerops Humilis var. cerifera (Nov 13)

 Phoenix roebellenii(Nov 12)

 Phoenix roebellenii(Nov 13)

Archontophoenix Cunningamiana (Nov 12)

Archontophoenix Cunningamiana (Nov 13)








sabato 8 dicembre 2012

some of my palm Novembre 2012

 (Chamaerops Humilis var. cerifera)

(Trachycarpus fortunei) 

 (Cycas revoluta)

 (Phoenix roebellenii)

(Dypsis Decary )

 (Archontophoenix Cunningamiana)

 (Archontophoenix Myolensis)

 (Phoenix roebellenii)

 (Archontophoenix Cunningamiana)

(Bismarkia Nobilis)

 (Butia Capitata)

 (Syagrus romanzoffiana)

  (Chamaerops Humilis)

  (Chamaerops Humilis)

 (Cycas revoluta)

 (Ravanea Rivularis)

(Washingtonia filifera)

domenica 2 dicembre 2012

Come curare le palme danneggiate dal freddo



Mentre le palme resistenti al freddo (Cold hardy palms) sono in grado di tollerare temperature di congelamento, molte altre palme (tropicali e sub-tropicali) possono soffrire di seri danni causati dal freddo.
Generalmente per le palme coltivate in climi caldi non c'è bisogno di preoccuparsi del freddo, ma con inverni imprevedibili come negli ultimi due anni, il raggiungimento di temperature di congelamento anche in zone dove raramente avviene, non è piu’ una sorpresa.
Il freddo può danneggiare le palme in diversi modi.
In primo luogo, il congelamento può danneggiare il tessuto del tronco della palma limitando quindi la capacità della palma di fornire le foglie con acqua a sufficienza. Purtroppo in molti casi, le palme non potranno piu’ rigenerare il tessuto e moriranno dopo un po '. Le basse temperature inoltre possono rallentare l'attività principale di crescita e sviluppo della pianta.


In questo articolo parlero’ dei piccoli accorgimenti da adottare per cercare di salvare le palme danneggiate dal freddo.
La parte più importante e più vulnerabile della palma è la gemma ovvero quella parte da dove emergono le nuove foglie. Se il tessuto del germoglio non è stato gravemente danneggiato, la palma dovrebbe recuperare e iniziare a produrre nuove foglie durante l'estate seguente. Le nuove foglie emergenti potrebbero essere deformate, potrebbero presentare delle parti di colore marrone o avere altre anomalie.
Se il germoglio e’ stato lievemente danneggiato, la palma potrebbe ritornare in salute nel giro di circa 6-12 mesi, mentre se il tessuto e’ stato gravente danneggiato, potrebbe non sopravvivere oltre.


 Fase 1: Determinare la gravita’ del danno
La prima cosa da fare e’ determinare quanto la palma sia stata danneggiata dal freddo. Per fare questo si potrebbe tirare delicatamente la foglia emergente e verificare che sia robusta e ben salda sulla pianta. Le foglie morenti in genere sono molto lente e si staccano facilmente. Inoltre verificare che il germoglio sia ancora vivo. Se e’ verde vuol dire che la palma potra’ essere salvata.


Fase 2: Potatura
Una volta accertatosi che la palma sia ancora viva, il passo successivo sara’ la potatura. Occorrera’ potare solo i rami secchi e rimuovere tutte le foglie morte intorno alla gemma. Le foglie che presentano punte di colora marrone, non dovranno essere rimosse in quanto la pianta estrae ancora sostanze nutritive da esse. Potare sempre con estrema cura ed attenzione e sopratutto mai eccedere nella potatura, perche’ piu’ foglie Verdi verranno rimosse tanto maggiore sara’ lo stress che la palma dovra’ sopportare.


 Fase 3: Rame liquido
 Ora bisognera’ proteggere la palma dall’attacco di funghi e batteri, perche’ dopo il freddo intenso, la palma convalescente e’ molto piu’ vulnerabile alle infezioni. In commercio esistono diversi tipi di prodotti che potrebbero aiutarci in questa operazione, e sicuramente uno dei piu’ indicati e’ il rame liquido, che svolge egregiamente una doppia azione fungicida ed antibatterica e se applicato anche alla base della pianta, riduce di gran lunga il rischio di sviluppo di malattie radicali.

Fase 4: Fertilizzazione
Un errore da non commettere, e’ quello di concimare la palma troppo in fretta appena terminata la stagione invernale. La concimazione delle palme che hanno riportato danni causati dal gelo, dovra’ avvenire in estate se non addirittura ad inizio autunno e dovra’ essere fatta con concimi a lenta cessione, perche un rapido apporto di concime durante la fase di guarigione non farebbe altro che aumentare lo stress della pianta.